Il progetto
Le attività del progetto
Il progetto:
Il Progetto Ghepardo ha come obiettivo contribuire a salvare il Ghepardo dal’estinzione. Questa specie, da tutti conosciuta per la sua bellezza e la velocità della sua corsa, è infatti in via di scomparsa da molte aree prima occupate. Si stima che sopravvivano al mondo circa 10mila ghepardi, concentrati principalmente in Namibia e Tanzania, e in misura minore negli altri paesi dell’Africa australe. La caccia indiscriminata per la sua pelle maculata, l’espansione della popolazione umana e l’avanzamento delle aree coltivate, la concorrenza con altre specie più forti che ne contendono il territorio nelle aree protette e un indebolimento genetico hanno portato questa specie ad affrontare il momento più difficile della sua storia.
In collaborazione con il CCF Cheetah Conservation Fund www.cheetah.org (del quale ASN è il partner italiano) si è lanciata, come in altre aree del mondo, una campagna di sensibilizzazione per contribuire a salvare questa specie dal rischio dell’estinzione.
Sostegno alla campagna di sensibilizzazione degli agricoltori e allevatori locali
Uno degli obiettivi delle nostre azioni è far capire ai proprietari delle fattorie l’importanza dei ghepardi negli equilibri naturali africani. Purtroppo esiste un conflitto molto forte tra gli allevatori e i grandi carnivori africani, che sovente porta all’uccisione di questi ultimi. Il lavoro di educazione degli agricoltori e allevatori svolto in Africa ha portato a risultati importanti, quali la diminuzione delle uccisioni e delle catture, la stabilizzazione della popolazione di ghepardi prima in forte declino e una costante collaborazione nella salvaguardia della specie.
Il recupero degli animali da reinserire in Natura e ospitati presso il Centro del CCF in Namibia
Molti animali vengono ancora cacciati dai proprietari delle aziende agricole per i danni (sovente solo presunti) che creano agli allevamenti. In molti casi i ghepardi vengono catturati con apposite gabbie e talvolta intere famiglie con i cuccioli vengono poi tenute nelle fattorie. Quando questi animali sono liberati e consegnati al Centro del CCF per il recupero è possibile che passino mesi o anni prima che possano tornare in Natura. Sovente i danni subiti sono gravissimi e non è possibile il loro reinserimento nell’ambiente naturale. E’ necessario un grosso sforzo finanziario e organizzativo per garantire l’alimentazione e le cure di cui necessitano.
Sostegno alle attività di ducazione ambientale con i bambini delle scuole locali
Il Centro del CCF in Namibia è stato recentemente ammodernato con numerose infrastrutture quali sale conferenze, caffè, uffici, laboratori veterinarie e una grande sala espositiva dove è possibile osservare la mostra didattico-naturalistica dedicata alla biologia del ghepardo. Questo lavoro è corredato di materiale didattico per le scuole e uno dei nostri obiettivi è la crescita della coscienza ambientalista e conservazionista nelle nuove generazioni di ragazzi africani ed europei.
Il cane pastore dell’Anatolia
Un aiuto indiretto alla sopravvivenza del ghepardo viene dagli allevamenti di cani pastori dell’Anatolia, che vengono poi affidati agli allevatori per difendere le greggi anche dai ghepardi. In questo modo si coinvolge la popolazione locale nella difesa della specie